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Scabbia

La scabbia è una parassitosi che si manifesta con prurito diffuso, prevalentemente notturno e con lesioni da grattamento, che insorgono circa 3 settimane dopo il contagio.

È causata da un acaro, il Sarcoptes scabiei hominis, che si trasmette per contatto diretto (soprattutto in occasione di rapporti sessuali) o per via indiretta (tramite gli effetti letterecci).

Benchè le lesioni possano interessare tutto il corpo, le sedi più tipiche sono le zone di pelle al riparo dai traumi e adiacenti ai follicoli piliferi, soprattutto gli spazi interdigitali delle mani, i polsi, la regione ascellare e i genitali, dove si possono ritrovare i cosiddetti cunicoli, ossia dei tragitti scavati dall'acaro nell'epidermide.

La terapia a base di antiparassitari come la permetrina, il benzoato di benzile e il crotamitone deve essere effettuata da tutti i conviventi e accompagnata dalla bonifica ambientale.

scabbia cunicolo

Lungo il cunicolo scavato dall'acaro adulto si evidenziano le sue feci, le uova appena deposte, le uova con all'interno l'acaro in fase di sviluppo e le uova schiuse con gli acari neonati.

 

Prurito post scabbia (post-scabbioso): prurito persistente post trattamento e post guarigione dall'infestazione da scabbia, provocato dal processo di sensibilizzazione che si sviluppa nei confronti dell'acaro e provocato dalla xerosi cutanea (secchezza) provocata dai trattamenti e dalle frequenti docce.

scabbia

Acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei)

  • La femmina è grande 0,3-0,4 mm (il maschio la metà), quindi non visibile a occhio nudo.
  • Possiede 4 paia di zampe (due paia anteriori e due paia posteriori).
  • La sua trasmissione richiede contatti interumani stretti (rapporti sessuali, uso di biancheria contaminata, dormire nel letto contaminato).
  • Si muove soprattutto di notte ed ha una predilezione per il caldo.
  • È un parassita umano obbligato, lontano dall'ospite sopravvive fino a 2-3 giorni: quindi arieggiare i vestiti all'aperto per 72 ore consente di interrompere il ciclo di trasmissione della scabbia.
  • Dopo l'accoppiamento il maschio muore, mentre la femmina depone le uova lungo i cunicoli e muore dopo circa 1 mese.
  • Le uova si schiudono in 1 settimana circa (per questo motivo il trattamento va ripetuto dopo 1 settimana di intervallo).
  • Una volta che l'uomo viene parassitato, i sintomi compaiono in circa 3 settimane (periodo necessario a indurre la sensibilizzazione nei confronti dell'acaro), mentre dopo una reinfestazione i sintomi si presentano già entro 24 ore (in quanto l'organismo è già sensibilizzato all'acaro).
  • L'acaro non può trasmettere malattie da un individuo all'altro.
  • Normalmente l'individuo adulto è parassitato da pochi acari (qualche decina di femmine), quindi per il dermatologo "identificarlo" non è impresa facile, per tale motivo la diagnosi di scabbia è spesso TARDIVA.

Scabbie animali / Pseudoscabbie / Acariasi animale

Si tratta di parassitosi umane provocate da acari di animali che vengono in contatto con l'uomo solo in modo occasionale.

La parassitazione dell'uomo da parte di acari animali è solo temporanea e si autorisolve con l'allontanamento degli acari dopo pochi giorni, in quanto non sono in grado di riprodursi.

Può capitare che l'uomo venga parassitato quando l'animale viene disinfestato con antiparassitari, in quanto gli acari "scappano" dall'animale per sfuggire all'antiparassitario.

Le più frequenti scabbie animali che possono parassitare l'uomo sono:

  • acaro del cane
  • acaro del coniglio
  • acaro del maiale
  • acaro del gatto
  • acaro della mucca
  • acaro del cavallo
  • acaro della pecora
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