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Carcinoma spinocellulare

 

Carcinoma squamocellulare

Spinalioma

Il carcinoma spinocellulare, definito anche carcinoma squamocellulare o spinalioma, è un tumore maligno abbastanza comune, in quanto rappresenta, dopo il carcinoma basocellulare (basalioma), la seconda neoplasia maligna cutanea in termini di frequenza.


Principali fattori di rischio:
  • l'esposizione al sole: infatti il tumore si sviluppa spesso su cute fotodanneggiata e il suo abituale precursore è la cheratosi attinica;
  • i processi infiammatori cronici, come le cicatrici (in particolare da ustione), possono evolvere in neoplasie maligne molto aggressive;
  • i virus oncogeni, come alcuni tipi di papillomavirus umano (HPV 16 e 18) sono responsabili di alcuni carcinomi dell'area genitale;
  • alcune sostanze chimiche (catrame e arsenico), (tabacco e alcol, che sono significativi fattori di rischio per i tumori del cavo orale);
  • l'immunodepressione, in quanto i pazienti affetti da HIV/AIDS o sottoposti a trapianto d'organo, sono più suscettibili ai virus oncogeni, come l'HPV.

Pertanto la maggior parte dei carcinomi spinocellulari insorge su una lesione preesistente (come la cheratosi attinica, una cicatrice, il lichen erosivo delle mucose).

La forma più comune di carcinoma spinocellulare si presenta come un nodulo duro e infiammato, a superficie irregolare ed emorragica, con bordo infiltrato, che con la crescita si ulcera.

SpinaliomaCarcinoma spinocellulare del dito

Carcinoma spinocellulare

La metastatizzazione

La maggior parte di questi tumori ha una prognosi molto favorevole, tuttavia è noto che possano dare origine a metastasi, in particolare se il trattamento iniziale è stato non corretto o tardivo, oppure se si tratta di una variante molto aggressiva.

Con la metastatizzazione la neoplasia può diffondere dalla sede primitiva ad altre sedi contigue o distanti, sia per invasione dei tessuti vicini, sia per via linfatica, che ematica. Il rischio di metastatizzazione dipende dalla sede, dalle dimensioni, dal tipo istologico del tumore primitivo e dalle condizioni cliniche del paziente.

I carcinomi spinocellulari con prognosi migliore sono quelli che insorgono su un precursore come la cheratosi attinica e su cute foto danneggiata, in quanto le metastasi sono rare (il rischio è del 2,5% a 5 anni), mentre i tumori con il più alto potenziale maligno e maggiore probabilità di metastatizzazione (il rischio è tra il 5 e il 10% a 5 anni) sono quelli che si sviluppano su cicatrici (specialmente da ustioni o da flogosi cronica) e in aree non fotoesposte.

Alcune sedi presentano un decorso più aggressivo di altre:

  • Il carcinoma spinocellulare degli arti inferiori è poco frequente (1%) ed è considerato a basso rischio di metastatizzazione.
  • Il carcinoma spinocellulare del viso (soprattutto orecchie, naso, labbra) e del capillizio è più aggressivo: il carcinoma spinocellulare del labbro (in particolare del labbro inferiore) può essere particolarmente aggressivo e in questa sede il principale fattore di rischio è il sole.

Carcinoma spinocellulare orecchio

 Carcinoma spinocellulare dell'orecchio

carcinoma spinocellulare naso

 Carcinoma spinocellulare del naso

carcinoma spinocellulare labbra

Carcinoma spinocellulare delle labbra

Carcinoma spinocellulare del capillizio

Carcinoma spinocellulare del capillizio

  • Il carcinoma spinocellulare della lingua è abbastanza frequente e il principale fattore di rischio è il tabacco (pipa e sigaro sono più a rischio della sigaretta).
  • Il carcinoma spinocellulare del pene è più frequente in individui anziani non circoncisi: scarsa igiene, infiammazione cronica e infezione da HPV sembrano i principali fattori di rischio; la sede più colpita è il glande.
Carcinoma_del_pene.jpg
Carcinoma del pene
  • Il carcinoma spinocellulare della vulva è più frequente in individui anziani e la sede più colpita è l'area di transizione tra grandi e piccole labbra.

I pazienti con tumore primitivo maggiore di 2 cm di diametro e di 4 mm di spessore o che raggiungono il tessuto adiposo sottocutaneo, hanno una prognosi progressivamente peggiore.

Carcinoma spinocellulare arto sup

Ampio carcinoma spinocellulare dell'arto superiore.

Il rischio di estensione del carcinoma primitivo è notevolmente superiore nei pazienti immunodepressi (HIV/AIDS, trapiantati).

Prognosi
La prognosi del paziente è strettamente legata alla diffusione della neoplasia, che viene accertata con la stadiazione al momento della diagnosi. In caso di metastasi linfonodali la sopravvivenza media dei pazienti è attorno al 20% a 5 anni, quindi molto limitata.

Trattamento
Il trattamento del carcinoma spinocellulare è chirurgico e ha lo scopo di eradicare completamente la neoplasia, consentendo di confermare la radicalità dell'intervento tramite l'esame istologico.
Quando invece ci si trova di fronte ad un dubbio diagnostico, è sufficiente fare l'esame istologico anche su di una piccola porzione di lesione, prelevata con una biopsia chirurgica o punch.
L'asportazione radicale della neoplasia, nella fase che precede lo sviluppo delle metastasi, consente una lunga sopravvivenza in oltre il 90% dei casi.
Poiché la comparsa di secondarismi si può verificare anche a distanza di tempo dalla diagnosi ed exeresi del tumore primitivo e il 95% entro 5 anni, le linee guida più recenti consigliano di monitorizzare il paziente con un follow-up clinico e strumentale per 5 anni.

Eritroplasia di Queyrat

E' una varietà di carcinoma spinocellulare in situ , quindi un tumore in fase non ancora invasiva, che si manifesta comunemente al pene.
 
 
pubmed smallLink alla banca dati PubMed che riporta gli articoli scientifici pubblicati sull'argomento ad opera dei medici dello studio Ghislanzoni. Long-term follow-up of metil aminolevulinate (MAL)-PDT in difficult-to-treat cutaneous Bowen's disease
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Pigmented Bowen disease of the palm: an atypical case diagnosed by dermoscopy
Cavicchini S, Tourlaki A, Ghislanzoni M, Alberizzi P, Alessi E.
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Fatal CD8+ epidermotropic cytotoxic primary cutaneous T-cell lymphoma with multiorgan involvement
Marzano AV, Ghislanzoni M, Gianelli U, Caputo R, Alessi E, Berti E.
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Primary cutaneous follicular center cell lymphoma of the nose with maxillary sinus involvement in a pediatric patient
Ghislanzoni M, Gambini D, Perrone T, Alessi E, Berti E.
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Penile intraepithelial carcinoma treated with imiquimod 1% in an HIV-positive patient
Ramoni S, Cusini M, Gaiani F, Arancio L, Alessi E.
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minervaLink alla banca dati Minerva che riporta gli articoli scientifici pubblicati sull'argomento ad opera dei medici dello studio Ghislanzoni. Micosi fungoide con aspetto istologico di reticulosi pagetoide
Ghislanzoni M., Gambini D., Alessi E., Berti E.
Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2001 Aprile;136(2):153-6

Linfoma T primitivo cutaneo a grandi cellule CD30+ associato a parapsoriasi a piccole chiazze
Gambini D., Ghislanzoni M., Alessi E., Berti E.
Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 Dicembre;135(6):683-6.

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