Alopecia androgenetica

È la più comune forma di alopecia.

L'incidenza aumenta con l'eta:

  • a 50 anni il 50% dei maschi ne è affetto
  • a 60 anni il 60% dei maschi ne è affetto
  • a 70 anni fino all'80% dei maschi ne è affetto

Non si manifesta allo stesso modo in tutte le razze:

  • i caucasici sono i più colpiti, seguiti dalle razze afroamericane e asiatiche, mentre è più rara tra gli indiani d'america e gli eschimesi.

L'età d'esordio dell'alopecia:

  • 25-30 anni nei maschi
  • dopo la menopausa nelle donne
alopecia androgenetica Nell'alopecia androgenetica i follicoli piliferi si "miniaturizzano" (diventano più piccoli e superficiali) ed hanno un ciclo vitale più breve, pertanto i capelli prodotti da questi follicoli sono più corti e sottili e cadono precocemente.

È un'alopecia non-cicatriziale ma progressiva che non inizia mai in modo improvviso.

Consiste in una diffusa caduta dei capelli con particolare distribuzione topografica e generalmente differente nei due sessi.

Si inizia a perdere i capelli nel periodo dopo la pubertà, sulla fronte e sulle tempie e poi al centro del capo con una velocità variabile.

Il decorso è progressivo e non è possibile prevederne la velocità, cosi come non è possibile prevedere a quale livello la malattia si arresterà.


alopecia2 

Scala di Hamilton, NorwoodLudwig

Scala di Hamilton

La scala di Hamilton è utilizzata dai dermatologi per classificare il livello di calvizie negli uomini. 
Questa scala di misura è stata introdotta dal Dott. James Hamilton nel 1951 basando il suo studio su 312 uomini e 214 donne di razza caucasica. La classificazione è stata successivamente rivista e aggiornata dal Dott. O'Tar Norwood nel 1975.

Negli uomini, l'alopecia androgenetica è caratterizzata dalla graduale perdita dei capelli con una caratteristica distribuzione topografica.

Nella prima fase si manifesta con un arretramento della linea fronto-temporale dei capelli (grado II), in seguito con un arretramento del margine frontale (grado III) e con diradamento del vertice (grado III-IV-V); la progressione e confluenza delle aree alopeciche configurano l'aspetto dell'alopecia ippocratica (grado VI e VII) nella quale persiste solo la corona temporo-occipitale.

I sette stadi della scala di Hamilton

La scala di Hamilton individua sette stadi e tipologie di avanzamento della calvizie maschile:

Stadi calvizieDescrizione
scala hamilton1 Nessun diradamento dei capelli.
scala hamilton2 Lieve diradamento dei capelli alle tempie.
scala hamilton3v Diradamento significativo frontale dei capelli.
Rappresenta la prima fase di calvizie che richiede trattamento.
scala hamilton3v Diradamento significativo frontale dei capelli associato alla perdita dei capelli dalla regione del vertice del cuoio capelluto.
scala hamilton4 Ulteriore diradamento dalla zona fronto-parietale.
scala hamilton5 Progressivo diradamento e perdita dei capelli.
scala hamilton6 Alopecia grave.
scala hamilton7 La forma più grave dell'alopecia (ALOPECIA IPPOCRATICA).
Rimangono pochissimi capelli nella zona temporo-occipitale.
 

Scala di Norwood

La scala di misura della calvizie nell'uomo è stata introdotta dal Dott. James Hamilton nel 1951 e successivamente rivista e aggiornata dal Dott. O'Tar Norwood nel 1975.

La scala di Norwood si differenzia da quella di Hamilton per l'aggiunta di quattro stadi di diradamento intermedi, permettendo di stabilire con maggiore precisione il grado di alopecia.

scala norwood

Scala di Ludwig

L' alopecia androgenetica non colpisce solo il sesso maschile ma anche molte donne. 
Si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli soprattutto a livello del vertice, mentre i margini frontali e temporali vengono conservati, così come i capelli occipitali.

La calvizie di modello femminile è stata classificata dal tricologo Ludwig nel 1977 in tre semplici stadi, caratterizzati dalla progressiva riduzione della densità dei capelli nella zona del vertice.

Nella prima fase si manifesta con discreto diradamento dei capelli del vertice, visibile soprattutto quando i capelli vengono separati (grado I), in seguito il diradamento diventa di media entità e la capigliatura appare chiaramente sfoltita (grado II), infine il diradamento appare conclamato e il cuoio capelluto diventa nettamente visibile attraverso i capelli rimasti (grado III).

La peculiarità della calvizie di modello femminile è che i capelli si diradano uniformemente su tutta la zona superiore dello scalpo e non come nel modello maschile (stempiatura e diradamento del vertice).

Nella donna, soprattutto giovane, l'alopecia androgenetica può essere dovuta a eventuali disturbi endocrini. 

I tre stadi della scala di Ludwig

La scala di Ludwig individua tre stadi e tipologie di avanzamento della calvizie femminile:

Stadi calvizieDescrizione
scala ludwig1 Discreto diradamento dei capelli del vertice.
scala ludwig2 Diradamento avanzato dei capelli del vertice.
scala ludwig3 Diradamento molto avanzato su tutta la zona superiore dello scalpo.
 


Fattori che influenzano la perdita dei capelli nell'alopecia androgenetica

La perdita dei capelli nell'alopecia androgenetica è dovuta a un processo di involuzione dei follicoli piliferi legato all'effetto combinato di due fattori:

  1. Predisposizione genetica (la probabilità di sviluppare questa forma di alopecia è correlato al numero di parenti di primo e secondo grado che ne sono affetti) 

    Se la madre o la sorella soffrono di alopecia androgenetica, la prognosi è peggiore.

    • Il MASCHIO eredita la gravità dell'alopecia dalla MADRE (l'alopecia sarà più grave se la madre è affetta dalla malattia), mentre eredita il pattern dal PADRE.
    • La FEMMINA eredita dalla MADRE sia la gravità (l'alopecia sarà più grave se la madre è affetta dalla malattia), che il pattern.

    alopecia androgenetica maschile 
    Nel maschio l'alopecia androgenetica progredisce determinando
    una caratteristica distribuzione topografica della caduta dei capelli.


  2. Stimolo degli ormoni androgeni (nell'uomo è dovuto probabilmente a uno squilibrio recettoriale, mentre nella donna è spesso legato a uno squilibrio ormonale). 

    Mentre gli ormoni stimolano nel maschio la barba e i peli del corpo, gli stessi causano la caduta dei capelli, ma risparmiano i capelli delle regioni posteriori e laterali, che mantengono la loro "resistenza" agli ormoni anche se vengono trapiantati nelle aree dove sono caduti. 

    L'effetto degli ormoni sui follicoli piliferi varia nelle differenti aree:
  • alle ascelle, alla barba e al pube gli ormoni stimolano l'ispessimento dei peli
  • al capillizio gli ormoni stimolano il rimpicciolimento dei capelli

Progressione delle calvizie

La calvizie dovuta all'alopecia androgenetica è determinata da un processo di "miniaturizzazione" dei follicoli piliferi che producono dei capelli che inizialmente si riducono progressivamente di diametro e successivamente si riducono di numero.

 alopecia androgenetica calvizie

Pertanto nella fasi iniziali la malattia si manifesta prevalentemente con una riduzione del diametro dei capelli e nella fasi più avanzate anche con la riduzione del numero di capelli.

Cura dell'alopecia androgenetica

  • Il trattamento è molto difficile, tanto che da secoli vengono proposti rimedi di ogni genere e costo, assolutamente inefficaci. Soltanto negli ultimi decenni si sono sviluppate terapie tricologiche corrette.
  • Il trattamento è tanto più efficace quanto prima viene iniziato.
  • Il risultato del trattamento è molto lento, fino a 1 anno.

FINASTERIDE

Il farmaco è dotato di una buona selettività d'azione per i follicoli piliferi, con scarsi effetti collaterali:

  • arresta la progressione della malattia nel 90% dei pazienti e determina un miglioramento clinico nel 50% dei casi;
  • le rare disfunzioni sessuali legate al farmaco sono estremamente basse e precoci (entro 1-2 mesi dall'inizio della terapia).
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Efficacia della Finasteride in 1 anno di terapia
 
La Finasteride è un farmaco che inibisce l'enzima 5-alfa-reduttasi che trasforma il testosterone in diidrotestosterone, pertanto abbassa i livelli di diidrotestosterone nel capillizio.
 

MINOXIDIL

Il Minoxidil in origine era un farmaco somministrato per via orale per il trattamento dell'ipertensione arteriosa.

Il suo utilizzo per il trattamento dell'alopecia androgenetica è stato scoperto casualmente quando si evidenziò l'aumento della crescita di peli nei pazienti in trattamento cardiologico.

Dal 1991 viene utilizzato per il trattamento dell'alopecia.

La sua azione nel stimolare la ricrescita di capelli è tuttora poco conosciuta.

La sua azione si esplica favorendo la normalizzazione del diametro dei capelli malati e miniaturizzati, che da sottili tipici dell'alopecia evolvono in capelli più grossi.

È ben tollerato, raramente causa una dermatite da contatto in sede di applicazione. Non sono stati segnalati effetti collaterali legati all'attività sessuale.

È controindicato in gravidanza e allattamento.

Il Minoxidil può essere utilizzato a differenti concentrazioni, sia nell'uomo che nella donna.
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